Lo Psicologo dell’educazione: capire come s’impara

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Lo Psicologo dell’educazione si occupa dei processi di apprendimento in ogni loro aspetto: cognitivo ed emotivo, neurologico e relazionale, dell’età dello sviluppo e di quella adulta, dal punto di vista del singolo e della comunità.

Data la pluralità del suo ambito di studio e d’intervento è una figura necessariamente interdisciplinare che, alla preparazione di tipo psicologico, affianca competenze in altre scienze sociali come le scienze dell’educazione, le neuroscienze, la fisiologia dei processi d’apprendimento e le scienze dell’organizzazione. I contesti lavorativi tipici in cui opera sono tutti quei luoghi in cui si offrono servizi educativi: in primis le scuole di ordine e grado e le università, ma anche i centri di formazione permanente e le comunità di rieducazione per i minori.
 

 

Cosa ha studiato lo Psicologo dell’educazione?

Come per le altre specializzazioni in ambito psicologico, il prerequisito di base per diventare Psicologo dell’Educazione è il conseguimento della Laurea Magistrale in Psicologia, il superamento dell’Esame di Stato e l’iscrizione alla sezione A dell’Albo degli Psicologi, che consente di svolgere anche la libera professione. La formazione teorica è caratterizzata dalla presenza di discipline che studiano i processi secondo i quali un individuo impara dal punto di vista psicologico, neurologico e sociale, per cui: psicologia dell’apprendimento, scienze dell’educazione, neuroscienze, fisiologia e scienze dell’organizzazione. Anche in questo caso, lo studente interessato a questo tipo di carriera è invitato a caratterizzare il più possibile il proprio piano di studi in questa direzione e di svolgere stage curricoli e tirocini formativi in realtà che si occupano di educazione e istruzione.

 

Dove opera lo Psicologo dell’educazione?

Il luogo più tipico in cui opera lo Psicologo dell’educazione è la scuola: dalle primarie fino ad arrivare all’Università, ma in particolare nei cicli scolastici dell’obbligo, dove è fondamentale fare in modo che il servizio educativo coinvolta quanti più ragazzi possibili, superando le difficoltà di alcuni e valorizzando le particolarità di ognuno. Un aspetto tipico di cui si occupa è l’assistenza ai ragazzi con disabilità. Altri contesti lavorativi sono i centri di formazione professionale permanente, indirizzati agli adulti, così come le istituzioni che pianificano e gestiscono le politiche dell’educazione. Un ambito particolare è quello delle comunità di accoglienza e delle realtà di correzione minorili. La ricerca scientifica può essere un ulteriore sbocco professionale, in particolare su aspetti che coinvolgono le neuroscienze e cioè lo studio di come il cervello impara.

 

Di che cosa si occupa lo Psicologo dell’educazione?

Lo Psicologo dell’Educazione lavora per migliorare l’efficacia dei processi di apprendimento, sostenendo allievi e docenti e aiutando le strutture scolastiche ed educative ad organizzarsi nel modo ottimale.

Nei suoi interventi mira a superare difficoltà che possono essere di tipo cognitivo, affettivo, relazionale od organizzativo: per esempio può aiutare un ragazzo con disabilità intellettiva così come un adolescente in crisi scolastica per motivi legati alla sfera dell’affettività. Nel campo della formazione permanente si occupa di risvegliare e stimolare la capacità di apprendimento in soggetti adulti o anziani. Per quanto riguarda i docenti, può proporre servizi di sostegno all’insegnamento che li possano aiutare nel definire un proprio stile d’insegnamento e una strategia, per esempio nei confronti di una classe difficile. Nei confronti della scuola in sé, infine, può lavorare ad un miglioramento dei servizi educativi in modo da renderli più efficienti, ma anche più accoglienti nei confronti delle esigenze di utenti particolari.