Lo Psicologo del Turismo: viaggi, vacanze e psiche

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Lo Psicologo del Turismo studia gli aspetti psicologici, sociali e culturali delle attività turistiche per migliorare l’esperienza di chi viaggia e aiutare aziende e organizzazioni a incontrare i bisogni del pubblico. Le sue competenze sono multidisciplinari e flessibili perché nel suo lavoro si trova a interagire, oltre che con individui singoli, anche con un’ampia varietà di gruppi sociali, soggetti economici ed enti pubblici. Per questo la sua preparazione, oltre alle discipline psicologiche fondamentali, deve prevedere anche la conoscenza di materie socio-economiche e antropologiche. In un certo senso, lo psicologo del turismo è soprattutto un ricercatore poiché la sua attività prevede una continua raccolta di dati: ad esempio sulle motivazioni, i comportamenti e la soddisfazione dei turisti, sulla organizzazione dei servizi o, ancora, sul punto di vista dei residenti. Il suo contesto lavorativo tipico è la libera professione, la consulenza per grandi soggetti privati o per enti pubblici e la ricerca all’interno di Università o centri studio.

 

Cosa ha studiato lo Psicologo del Turismo?

Il percorso per diventare Psicologo del Turismo inizia con il conseguimento della Laurea Magistrale in Psicologia, il superamento dell’Esame di Stato e l’iscrizione all’Albo professionale nella Sezione A, condizione che permette di svolgere la libera professione di psicologo. Come sempre, è consigliabile cominciare fin dai primi anni a caratterizzare il più possibile il proprio piano di studio con materie in linea con la futura specializzazione e cioè ad esempio: sociologia, psicologia sociale, antropologia culturale, geografia, scienze dell’organizzazione, economia e marketing. Un altro passaggio molto importante è svolgere stage e tirocini professionali in realtà che già si occupano di psicologia del turismo o di turismo in generale, in modo da cominciare il prima possibile a operare concretamente. Sempre consigliabile, infine, seguire un corso di alta formazione post laurea.

 

Di che cosa si occupa lo Psicologo del Turismo?

Lo Psicologo del Turismo si occupa di “misurare” gli aspetti psicologici di una esperienza turistica per poterla migliorare rendendola più piacevole, soddisfacente e, in un certo senso, efficiente. Il suo lavoro consiste soprattutto nel progettare e realizzare delle campagne di raccolta ed elaborazione di dati psicometrici su diversi aspetti del settore turistico e cioè ad esempio: le aspettative, le motivazioni, i comportamenti e le reazioni dei turisti, gli assetti organizzativi delle aziende, le varie tipologie di esperienza turistica e le diverse proposte, la formazione del personale, le interazioni tra diverse culture, l’impatto sulla comunità locale. I suoi studi possono essere utilizzati da soggetti privati per migliorare la propria offerta o da organizzazioni ed enti pubblici per l’elaborazione di politiche di promozione del turismo. Nel suo lavoro, quindi, lo psicologo del turismo si trova a interagire soprattutto con realtà di gruppo anche se, naturalmente, può concentrarsi anche sul vissuto dei singoli.

 

Dove lavora lo Psicologo del Turismo?

Lo Psicologo del Turismo è tipicamente un libero professionista o un consulente, più raramente una figura stabile all’interno di una azienda o di una organizzazione: in questo caso si tratterà di una grande realtà strutturata, dotata di un proprio centro studi. Più tipicamente, questa figura professionale si troverà a operare in modo abbastanza autonomo su singoli progetti di studio e d’intervento: sia per soggetti privati, ad esempio agenzie di viaggio, che per enti pubblici, ad esempio Ministeri del Turismo. Un altro ambito lavorativo può essere la ricerca teorica, sia all’interno delle Università che in Centri Studi privati. Il lavoro dello psicologo del turismo, in altre parole, è al tempo stesso molto teorico ed estremamente pratico: teorico perché deve lavorare con concetti complessi e variabili di natura antropologica, pratico perché molto spesso è finalizzato al miglioramento di un servizio privato.