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Cerimonia di Inaugurazione dell’anno accademico 2019-2020

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La Cerimonia di Inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020 si terrà giovedì 3 ottobre presso l’Ateneo della Sigmund Freud University di Milano. L’evento è aperto alle persona invitate, ai docenti e agli studenti della SFU Milano.

Programma della giornata

ore 9.30 – Discorso inaugurale di Sandra Sassaroli, Direttore del Dipartimento di Psicologia di Milano e saluto delle autorità

ore 10.00 – Lectio Magistralis di Riccardo Manzotti, Professore di filosofia teoretica alla IULM di Milano: “L’identità mente-oggetto. Verso il superamento del dualismo psico-fisico.”

ore 14.30 – Lectio Magistralis di Giovanni Maria Ruggiero, Docente di psicologia clinica alla SFU Milano: “Processi e relazioni in terapia cognitiva: sviluppo storico e scenari futuri.”

ore 16.00 – Presentazione degli elaborati di ricerca, realizzati dagli studenti del 2° anno del Corso di Laurea Triennale in Psicologia della SFU Milano

ore 17.00 – Concerto della Dedalo Swing Band e rinfresco

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Lectio Magistralis di Riccardo Manzotti: “L’identità mente-oggetto. Verso il superamento del dualismo psico-fisico.”

Una venerata tradizione contrappone soggetto e oggetto nonostante questa dicotomia generi infiniti problemi come la natura del mentale e la relazione tra mente e mondo. In modo non dissimile, le neuroscienze ripropongono lo stesso approccio dualista in una versione neuro-computazionale in cui il cervello è contrapposto al mondo esterno. In questa sede consideriamo una alternativa che rifiuta di vedere la mente come il “fantasma nella macchina” sia pure in versione computazionale. Ritornando alle origini della separazione tra fisico e mentale (Galileo e Cartesio), il cosiddetto fossato galileiano, è possibile ridefinire la natura in modo che non richieda di gettare “nella pattumiera del mentale” quello che non si riesce a spiegare (Shoemaker). L’ipotesi consiste nel rivedere il fisico in modo che le proprietà del mentale tradizionalmente considerate irriducibili – intenzionalità, qualità, carattere fenomenico, privatezza – trovino una riduzione nei componenti stessi della natura. Il mondo fisico, riconsiderato in termini di esistenza relativa, non è più l’orizzonte irraggiungibile della nostra esperienza, ma ciò di cui la nostra esperienza è materialmente costituita. Si tratta dell’ipotesi (radicale) dell’identità mente-oggetto (a volte Spread Mind) secondo la quale l’esperienza cosciente non è altro che l’insieme degli oggetti fisici che troviamo nella nostra esperienza cosciente. La soggettività (ovvero relatività a un soggetto) è così ridotta all’esistenza relativa tra oggetti. Vedere una mela (o qualsiasi altro oggetto) non sarebbe altro che essere identici al mela nella misura in cui essa esiste relativamente al nostro corpo. L’ipotesi conduce a un realismo critico che supera i limiti di altre forme di realismo ingenuo e che risolve i limiti di precedenti forme di identità mente-corpo. Una serie di obiezioni celebri saranno prese in considerazioni e affrontate sia empiricamente che concettualmente (sogni, allucinazioni, memoria, stimolazione diretta del cervello, arto fantasma). Sia la variabilità dell’esperienza soggettiva che la sua autonomia troveranno posto nella natura fisica una volta riconcepita secondo un realismo critico.

  1. Manzotti R. The Spread Mind. Why Consciousness and the World Are One. New York: OR Books; 2018.
  2. Manzotti R. Consciousness and Object A mind-object identity physicalist theory. Amsterdam: John Benjamins Pub.; 2018.
  3. Manzotti R. Mind-object identity: A solution to the hard problem. Front. Psychol. 2019;10:1–16.

Lectio Magistralis di Giovanni Maria Ruggiero: “Processi e relazioni in terapia cognitiva:sviluppo storico e scenari futuri.”

Il cognitivismo clinico si va frammentando in correnti divise sulle modalità tecniche, sulle ipotesi di funzionamento degli interventi e sulle spiegazioni della sofferenza emotiva. A grandi linee si contrappongono modelli che ritengono possibile intervenire intenzionalmente sulla disregolazione funzionale dei contenuti cognitivi e/o dei processi e modelli che promuovono esperienze di correzione emozionale esplorando la relazione terapeutica o incoraggiando esposizioni esperienziali. Un certo grado di eclettismo clinico può essere utile a patto di comprendere che si tratta di tenere separate strategie cliniche contrapposte e non integrabili. La parola chiave è il ruolo della “funzione esecutiva”: il cambiamento è una scelta controllata o un’esperienza a cui abbandonarsi? Nel primo caso condividiamo pienamente con il paziente la formulazione del caso e la comprensione del razionale dell’intervento in un percorso di cambiamento strategicamente controllato mentre nel secondo lo accompagniamo in un’esperienza di correzione emozionale in cui l’emersione di un certo grado di Incontrollabilità e in certi casi di conflittualità è concepita come la vera opportunità di cambiamento.

 

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